Tommi
è il secondo cane di casa ed è il cane di Filippo, anche
se "uno zampino" nella loro storia ce l'ho messo anch'io. Se non fosse
per me, infatti, Filippo sarebbe ancora lì a pensare "qual
è il cane più adatto a me", "quale cane va bene in agility",
e non ne avrebbe manco uno, con i seguenti risultati pratici ed estetici:
avrebbe ancora la Golf GTI o comunque un'analoga auto sportiva, sarebbe
costretto a poltrire fino a tardi la domenica mattina, sfoggerebbe
una piccola ma tenace pancetta dovuta a mancanza di adeguata attività
fisica... Oggi invece Filippo può vantare una macchina familiare
(è sempre stato il tuo sogno vero?), un fisico se non proprio
snello, sicuramente più asciutto, ma soprattutto ha finalmente
trovato un motivo per alzarsi presto anche la domenica (presto si
fa per dire...). E non venitemi a dire anche voi: ma chi glielo ha
fatto fare?
Torniamo a Tommi: a noi lo schnauzer è sempre piaciuto, con
quella sua aria burbera e un po' austera. Tuttavia, mai qualcuno che
ci avesse parlato bene di questa razza! Un toelettatore al quale mi
ero rivolta mi aveva consigliato semmai il nano o il gigante. Il proprietario
e conduttore di Argo, l'unico schnauzer a far parte di una nazionale
di agility in Italia (Copenaghen 1997) ci aveva scherzosamente messo
in guardia augurandoci "buona fortuna!". Allo stesso proprietario
della cucciolata era sfuggito un "gli schnauzer si sa, mordono". Roba
da far cambiare idea a chiunque! Il meglio che si sentisse dire sullo
schnauzer veniva da chi affermava di non conoscere la razza.
Quando un'amica di Arezzo ci parlò di una bella cucciolata
di sale e pepe di proprietà di un suo conoscente, non fui contenta
finché non convinsi Filippo ad andare a dargli un'occhiata.
Dopo aver nascosto un guinzaglio in borsa e con una scatola da scarpe
nel bagagliaio, partimmo alla volta di Certaldo. Due ore dopo eravamo
di ritorno con un cucciolo di tre mesi con il muso a spazzola e due
occhioni giganti: Tommi!
Se invece di raccontare una storia stessi girando un film, sarei tentata
da fare un uso spregiudicato del montaggio: staccare su gli occhioni
di Tommi, usare la solita didascalia "...un anno dopo..." e subito
dopo inquadrare i nostri eroi sul gradino più alto del podio
al loro primo debutto in una gara ufficiale di agility. Tutto questo
però non sarebbe onesto e neppure divertente. Dovrei tacere
di tutte le volte che Filippo avrebbe voluto abbandonare Tommi al
campo perché non voleva tornare. O di quando nei primi mesi
di addestramento usava un guinzaglione per lavorare in agility, con
il risultato che Tommi se lo tirava dietro come il tonno si trascinava
Santiago ne "Il Vecchio e il Mare". Per non parlare di quella volta
in cui, nel bel mezzo di una esibizione (!!!) al Game Fair, Tommi
lasciò il campo per rincorrere un malinois del Mondioring o
di quando, inseguendo una bella labradorina finì nel lago e
per poco non affogava!
Insomma, i primi mesi di Tommi sono ricchi di aneddoti divertenti
anche se non proprio edificanti. Se non fosse stato per l'esperienza
e l'amicizia di Paolo Caldora, probabilmente Filippo si sarebbe dato
sul serio alla pesca e Tommi adesso farebbe solo il cane da compagnia.
Non che ci sia niente di male in questo, anzi! Non c'è cosa
che lo schnauzer sappia fare meglio (oltre la guardia ovviamente).
Ma fare anche agility è più divertente, chiedetelo a
lui!