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Pumi?
Chi è costui?
"Scordatelo,
uno così mi vergognerei persino a portarlo a fare pipì".
Questo fu il mio commento la prima volta che vidi un pumi. Il cane in
questione era il mitico Miklos e noi stavamo guardando una cassetta
di agility. Miklos aveva suscitato ogni genere di commenti, da quelli
entusiastici di Filippo, a quelli che lo paragonavano a Dumbo per via
dei suoi orecchi: insomma nell'ilarità generale la mia voce si
distingueva per la consueta acredine.
Maribor
1998
Stravaccata
sulle gradinate del palazzetto dello sport dove si disputavano i mondiali
di agility (eravamo arrivati all'albergo alle 7 del mattino, giusto
in tempo per una colazione al volo), avevo chiesto ai miei amici di
chiamarmi quando avrebbero cominciato a girare i francesi. A un tratto
un'abbaio forsennato da far andar via di cervello mi sveglia. Buh!
Buh! Buh! questi non sono i francesi Buh! Buh! Buh! ma chi
è questo squilibrato? Buh! Buh! Buh! toh, ma questo è...
Buh! Buh! Buh! ... quel mostriciattolo, come si chiama? Buh!
Buh! Buh! ah sì, il pumi! Buh! Buh! Buh! però
quanto corre! Buh! Buh! Buh! Miklos avrebbe voluto correre, ma
tutto quello che riusciva a fare era pattinare tra un salto e un altro,
e più scivolava, più abbaiava! La sua grinta tra gli ostacoli
e tutto quell'abbaiare me lo aveva reso certo più simpatico,
ma con quegli orecchi... Possibile che fosse veramente un cane e non
un koala?
...passano
gli anni...
Ofelia
ha già otto anni e comincio a valutare la remota possibilità
di pensare a un secondo cane. Ma con che coraggio portarle a casa un
altro cane? Con Tommi è stato diverso, lui non è mio:
Ofelia ha fatto finta che non esistesse e per lei Tommi semplicemente
"non è". Mah si vedrà. Comunque questa volta ho le idee
chiare: il mio prossimo cane sarà sicuramente un altro terrier!
Magari un welsh come Dirty Harry, oppure un border (ma cosa avete capito?
un border terrier!). Secondo i miei cànoni di allora infatti,
un cane per essere tale doveva possedere i seguenti requisiti: 1) pelo
ruvido; 2) aspetto da "cane di legno"; 3) struttura nel quadrato. Senza
contare il carattere che doveva essere assolutamente terrier! Se c'era
un cane che proprio non sopportavo era il pastore, così noioso
e prevedibile, sempre a pendere dalle labbra del padrone, insomma una
lagna!
estate
2001
Uffa,
qui non si arriva mai, direte voi! Ma questo Mikka da dove spunta, sotto
una pianta di cavolo? Calma, ci siamo quasi! Eravamo
in vacanza in Slovenia quando, durante una visita al giudice di agility
Saso Novak, veniamo a sapere per caso di una cucciolata di pumi nelle
vicinanze. Come lasciarci sfuggire l'occasione di conoscere un po' meglio
una razza così rara e bizzarra?
Ecco,
il pumi dal vero è un'altra cosa. Quello che ti colpisce al di
là dell'aspetto arruffato come se fosse appena uscito da un pagliaio,
è la sua espressione: un'attenzione totale nei confronti del
suo padrone, che non gli impedisce di tenere d'occhio tutto ciò
che accade intorno. Gli occhi li distingui a malapena tra i ciuffi del
muso, ma quando ti guarda sembra di leggerci dentro un punto esclamativo,
che è come il suo "buh": io sono qui!
Per
farla breve, il pumi mi aveva conquistato, ma come ammettere che esistesse
un'altra razza che mi facesse battere il cuore al di là dei terrier?
e il pumi poi, dopo tutto quello che ne avevo detto... Insomma, i miei
dubbi non erano solo di natura pratica (il mio è un appartamento
di modeste dimensioni, e già Ofelia e Tommi mi prendono abbastanza
tempo) ma avevano soprattutto risvolti ideologici: un pumi è
un pastore, non è un terrier, mi ripetevo. E intanto cercavo
disperatamente un motivo valido che mi togliesse dalla testa quei diavoletti
assordanti. "Abbaia?" chiesi, alzando la voce per farmi udire tra il
baccano generale "non molto" fu la risposta non proprio sincera di Barbka
(giudice di razze da pastore), che faceva da interprete tra me e il
signor Pidmoth. Ma il colpo di grazia al castello di pretesti e false
ragioni che mi stavo costruendo vennero dalle seguenti parole: "devi
sapere che nel pumi scorre anche del sangue terrier...". Dopo una notte
insonne, capitolai. Tornammo in Italia qualche giorno prima del previsto,
tra le gambe tenevo una scatola di cartone, e dentro Mikka.
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